
Finalmente è arrivato il weekend che tutti aspettavamo e la Festa del salame e della mostarda approda a Cremona. Ben vengano tutte le attività che coinvolgono e rianimano il centro città, un ringraziamento va a tutte le persone che si prodigano perché ciò sia possibile a dispetto, a volte, di un’amministrazione che poco fa ( ma questa è tutta un’altra storia). Comunque vorrei dare il mio parere, non richiesto ma spero gradito, sul paring tra mondo culinario del salame e mostarda e mondo del bere miscelato.
Vengo al punto, per non annoiare nessuno. Inventare un drink può essere frutto di anni di studio o improvvisazione/illuminazione del momento e modificarlo secondo i gusti del proprio ospite è un’arte che si impara o, per i più fortunati, che si ha. Tutto è lecito e le contaminazioni tra mondo culinario e del bere miscelato sono la tendenza che personalmente a me piace moltissimo, ma bisogna stare attenti a non esagerare e soprattutto a non voler essere creativi per forza. Se già esiste qualcosa di perfetto o un abbinamento giusto, modificarlo oltre che un inutile perdita di tempo è, peggio ancora, deleterio per l’esperienza gustativa e sensoriale.
Quando si crea un drink in abbinamento si ragiona per assonanza di sapori o per contrasto ( il foodpairing docet ) ma sempre in modo ragionato e gradevole.

Dunque se parlando di mostarda posso pensare a un drink che ne ricordi i sentori o richiami la frutta di cui è composta, magari dando piccantezza ad un buon mezcal o con dello sciroppo e equilibrando tutto con del lime, con il salame sono un po’ più refrattario. Ok esiste il fatwashing ( “lavaggio” di un distillato con una sostanza grassa, per farla breve) ma il salame nelle sue varietà e bontà andrebbe lasciato nel piatto e magari abbinato a qualcosa di altrettanto importante che ne regga la sapidità e anzi esalti la sua degustazione.



Penso ad un buon whiskey, Bourbon o Rye, magari in un old fashioned o in un Manhattan. A un rum invecchiato o ad un rum agricolo che pulisca la bocca ad ogni assaggio con le sue caratteristiche erbacee. O anche, nel caso lo si usi per pasteggiare ad un buon gin tonic, con sentori accentuati di pepe e lime o limone che ci accompagni per tutta la durata rinfrescandoci ( tanto più che fa ancora caldo). Non dimentichiamoci poi di birra e vino, chi può dire di non amare un buon bicchiere di rosso con una fetta di salame…la merenda di campagna di ogni cremonese che si rispetti! Per cui il mio consiglio è, se volete un drink che sappia di salame io vi farò un drink che saprà di salame, ma se volete qualcosa che duri e che riberrete nel tempo ( e non solo durante la manifestazione ) bhe godetevi un buon drink tradizionale e venite a festeggiare. Le infusioni io le preferisco fare con erbe, spezie o verdure e non metto un maiale nel bicchiere
p.s: non dimentichiamoci del Vanitas market a tema magia e alchimia sotto la galleria ( che fa anche rima), dopo un po’ di sacro cibo, direi che un po’ di profano fa bene. Argomento a mio parere molto interessante!!




