Un Gin Tonic, si ma AModoMio!

“Ciao, cosa posso darti?”, “Un Gin tonic perfavore?”…”OK, ma come lo vuoi?”

Questa frase o simili si ripetono di continuo in tutti i bar del mondo e nelle mie serate non so più quante volte capita. Una serie di bicchieri con tonica a parte o coppe ( sulla moda, che ormai è storia, spagnola) che vengono servite alle più svariate tipologie di clienti in continuazione, per ottemperare ad ogni loro esigenza, sia rinfrescante o socializzante!

Già, ma qualcuno si chiede mai da dove venga il Gin o chi abbia inventato il Gin Tonic? Domanda retorica anche se ci sono fior di studiosi che di questo han fatto la loro ragione di vita. Io non pretendo di sostituirmi a loro, ma solo di dare il mio personalissimo punto di vista AModoMio. Prima però un po’ di storia, per approfondimenti c’è internet!

A differenza di molti altri classici drink, il gin tonic vanta una storia documentata. Tutto inizia negli attuali Paesi Bassi nel XVII secolo con il nome di genever. La sua creazione è attribuita al chimico e medico Franciscus Sylvius. All’epoca, era un brandy di grano, di solito fatto con segale o orzo, aromatizzato attraverso una macerazione di bacche di ginepro per mascherare i difetti di una distillazione ancora molto grossolana. Fu questo genever fiammingo che servì da modello per il gin inglese un secolo dopo (un’altra versione che a me piace molto è che i primi infusi di ginepro siano merito di alcuni monaci salernitani, che ne conoscevano le qualità medicamentose molto prima…)
Infatti, fu durante la guerra dei trent’anni (1618-1648) che i soldati inglesi che combattevano in Olanda scoprirono una nuova bevanda che avrebbero presto portato a casa. Comunemente usato come rimedio per il bruciore di stomaco, la gotta o il dolore causato dai calcoli biliari, ai soldati veniva anche servito un bicchiere per galvanizzarli prima della battaglia, e gli inglesi acquisirono presto un gusto per questo elisir, che chiamarono “coraggio olandese” una volta tornati a casa. Dal canto loro gli Spagnoli, nello stesso periodo, vennero a conoscenza del fatto che gli indigeni usavano la corteccia dell’albero Cinchona come rimedio per curare la febbre. Il popolo spagnolo importò la corteccia in Europa per curare la peste e gli Inglesi scoprirono allora che era utile anche contro la malaria. Formularono così una ricetta primordiale del “tonico” chinino che si diffuse ben presto in tutta Europa.Il gin, che al suo inizio era usato per scopi medicinali, divenne presto ricreativo… e pericolosamente coinvolgente. Questo brandy domestico ed economico prese rapidamente piede tra le classi lavoratrici urbane. Per decenni, il consumo eccessivo di gin di bassa qualità decimò la popolazione dei bassifondi di Londra, dando luogo alla ‘Gin Craze’ (1723-1757 vedi il link a wikiperdia). In un secolo, il gin è passato da ‘Dutch Courage’ a ‘Mother’s Ruin’. La storia del gin tonic ricevette un’altra importante svolta nel 1794 quando, un famoso chimico tedesco, Johann Jacob Schweppe, creò la soda come medicina. Una primitiva acqua tonica che venne successivamente aggiunta al dolcificante e anidride carbonica. Il suo uso aumentò nel 1870 quando, nell’India britannica, ai soldati venivano prescritte dosi di chinino profilattico per combattere la devastante malaria. Essendo però il chinino molto amaro venno poi mescolato con zucchero e acqua per facilitarne il consumo. Schweppes fu ispirata da questi usi e aggiunse chinino ed estratti di agrumi alla sua acqua gassata, dando origine a Indian Tonic. Tonica al chinino e gin divennero presto dose giornaliera per le truppe di stanza in quei luoghi ( si pensi che nella marina britannica la dose di alcol e agrumi giornaliera era prescritta ancora fino alla fine degli anni ’70 del secolo scorso…ma è un’altra storia ) E’ importante poi ricordare che, nel 18^ secolo, bere alcolici piuttosto che bere acqua, era ritenuta una scelta più salutare, visto che l’acqua era spesso sporca e inquinata, specialmente nelle città, a differenza delle bevande alcoliche distillate che erano filtrate in modo decisamente migliore e più efficace. Non fu comunque fino al XIX secolo che il gin guadagnò le sue “credenziali” in Inghilterra. La crisi della fillossera devastò i vigneti della Francia e dell’Europa e privò le classi superiori britanniche del loro aperitivo preferito, il Brandy & Soda, che fu presto sostituito dal Gin & Tonic. Il gin divenne così rispettabile. Le distillerie furono fondate e crebbero, soprattutto nelle città portuali inglesi (come Londra e Plymouth) dove i distillatori avevano accesso diretto alle spezie e a un fiorente mercato urbano. Le grandi marche storiche del gin britannico (Plymouth, Tanqueray, Beefeater…) provengono tutte da lì. (fonte ginsiders.com fonte Myspirit.it)

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